In collaborazione con 
DESTINATARI
Gestori di community: editor, moderatori, formatori, process owner, manager
OBIETTIVI
- Capire quando e perché utilizzare la community come strumento
- Migliorare l’utilizzo della community e la comunicazione al suo interno
- Stimolare una forte partecipazione attiva da parte di tutti gli utenti della community, coinvolgendo anche chi utilizza poco questo strumento
- Far capire a tutti i vantaggi e l’utilità della community, affinché essa diventi un effettivo strumento di conoscenza condivisa sempre più approfondita
- Incentivare un migliore e più efficace scambio tra i diversi operatori
- Far prendere consapevolezza, in una visione d’insieme, dell’impatto delle azioni di ciascun ruolo sulle altre figure gestionali della community
- Dare le linee guida per una migliore gestione della community
CONTENUTI
Definizione del concetto di community
- Community offline e online: analogie e differenze
- Diversi tipi di community: generaliste, per interesse, per media, i social media
- Gli strumenti e le piattaforme: mailing list, forum, chat pubblica, chat 1-2-1, blog, microblog, social network, podcast
- Focus sul crowdsourcing: Wikipedia, Yahoo Answers
- Il crowdsourcing aziendale
- A cosa serve una community e quando svilupparla
Partire dalle motivazioni: cosa spinge ad entrare e restare in una community?
- Le 4 C di Community: Content, Context, Connectivity, Continuity
- Le dinamiche di community: socializzazione, protagonismo, emulazione, collaborazione
- La netiquette: 10 comandamenti per una community sana
- Le criticità: abbandono, troll, flame war, religion war, effetto domino, spamming
L'animazione della community: governare le dinamiche
- Conoscere i propri membri
- Immettere materiale di qualità
- Lanciare discussioni
- Monitorare i comportamenti
- Gestire le criticità
- Garantire la continuità
Gli strumenti
- Pannello di amministrazione utenti, ban, abuse desk
- Il principio “tools, nor rules”
- Strumenti impropri: fake, fake troll, sockpuppet, astroturfing



